Deborah Allo e "Il Piccolo Caronte"


1) Ciao Deborah! Ti vuoi presentare ai nostri lettori?
 

Ciao a te e a voi che leggerete. Credo che per presentarmi, basti dire che mi ritengo un’Alice nel paese delle Meraviglie un po’ cresciuta, che ha sempre immaginato un mondo in cui le storie e i personaggi che aveva nella testa prendessero vita.


2) Sei una disegnatrice e stai promuovendo la tua creatura "Il piccolo Caronte", basato su un soggetto ideato da Sergio Algozzino. Vorrei chiederti, per prima cosa, se puoi riepilogarci il tuo "curriculum vitae": quando e perché nasce la tua passione per il disegno, come lo hai studiato, quali sono i tuoi punti di riferimento, le tue prime esperienze, come sei arrivata a collaborare con Sergio...

Prima di interessarmi ai fumetti, disegnavo vestiti, ma non riuscivo a non creare delle storie legate agli abiti che disegnavo, quindi capii di trovare più gratificante “vestire” personaggi inventati da me, la maggior parte erano streghe e gatti parlanti! Negli anni non ho mai perso questa passione, così, dopo il liceo, ho deciso di iscrivermi alla Scuola del Fumetto di Palermo, dove ho imparato le tecniche del mestiere! Perché non basta saper disegnare, per fare fumetti occorrono molto studio e dedizione. È come uno sport e non si smette mai di migliorarsi! Prima di lavorare a “Il piccolo Caronte” (edito Tunuè), avevo già collaborato con loro come colorista e pubblicato con Zap edizioni, il progetto d’esame con cui avevo concluso la scuola del fumetto, scritto e disegnato da me: “Il volo di Icaro”, dedicato al mio gatto che non c’è più. 

(sotto, qualche immagine tratta da “il volo di Icaro”)





Quando Sergio mi ha proposto di fare una prova per una sua storia su Caronte, non ho ragionato più di un secondo, rispondendogli subito positivamente! Non ho mai creduto al caso e, essendo sempre stata attratta dalla mitologia, è stata felicità istantanea poter disegnare una seconda volta una storia inerente ad un mito.

3) Come mai hai deciso di esordire, dal punto di vista grafico, con una storia così atipica, rispetto ai temi più sfruttati, nei fumetti (per esempio i supereroi)? Quanto tempo avete impiegato tu e Sergio Algozzino per la stesura del soggetto e la realizzazione dei disegni? Puoi farci una sorta di riassunto, della storia, per far capire ai lettori su cosa è basata? Come è stato lavorare a queste tavole? Come si svolge, di fatto, la creazione di ciascuna pagina?

Per fortuna, il mondo del fumetto è fatto da tante porticine affini ad ogni disegnatore. Non mi sentirei a mio agio a disegnare supereroi, anche se ammiro chi lo fa con passione  non è il mio genere. Preferisco invece “i libri a fumetti”, nei quali è permesso di esprimere se stessi in tutta libertà (nei limiti del possibile)
Sergio, aveva già scritto da tempo il soggetto e allegato anche delle canzoni scritte e cantate da lui stesso (una delle canzoni a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=RDyATPXm-FM ).
Solitamente è lui che scrive e disegna i suoi libri, ma questa storia non la vedeva disegnata da se stesso. Abbiamo realizzato tutto il libro più o meno in dieci mesi, poco più di un parto XD
Lui scriveva la sceneggiatura e man mano io realizzavo le tavole, senza conoscere il seguito! Era quindi una continua sorpresa per me, pur conoscendo il soggetto in linee generali. Leggerla tutta insieme è tutt’altra cosa
La storia di Sergio è un’avventura in cui tutti potremmo immedesimarci, un libro sulle responsabilità, “mitico” ed attuale allo stesso tempo!
Sergio lo ha definito un “canto di Natale infernale”, perché il protagonista farà degli incontri legati al concetto di vita e di morte, e grazie a quelli prenderà consapevolezza del suo ruolo.
Un viaggio in cui il piccolo Mono, figlio del celeberrimo Caronte, improvvisamente si ritrova a dover crescere prendendo il posto del padre scomparso senza dare spiegazioni! Il piccolo, quindi, dagli inferi dovrà fare i conti con la vita in superficie. Il libro illustra dei concetti su cui ognuno di noi dovrebbe riflettere.
Ricordo il giorno in cui Sergio mi propose di fare due tavole di prova per un progetto su Caronte! A me brillavano gli occhi! Da quel giorno sono iniziati i sogni a tema XD La copertina che è stata scelta tra le varie proposte, l’avevo sognata mesi prima di abbozzarla
Nel sogno impersonavo Mono ed ero sulla sua barchetta 
(sotto la copertina)



Ho iniziato a crearne i personaggi ed ero già decisa, per il protagonista, a voler “fondere” i miei due nipotini, Leonardo e Diego!
Il lavoro è stato lungo, a volte sofferto… ma tutto in salita! All’inizio, secondo me, Sergio era un po’ preoccupato perché ho avuto un metodo un po’ strambo, a partire dallo storyboard fino ad arrivare al colore. Per alcune tavole lavoravo direttamente con la tavoletta grafica, altre le iniziavo su carta per poi trasferirle al pc, altre ancora le disegnavo su fogli di carta lucida e da cartamodello. Insomma, credo che si sia un po’ preoccupato, ma questo caos per me è necessario.
Infatti chiedo scusa a Sergio per averlo tenuto sulle spine!


4) Premettendo che non sono una specialista di storia dei fumetti (anche se conosco alcuni dei fumetti più citati, specialmente quelli di ambito "nero" come Dylan Dog, Satanik, Jacula ecc.) devo dire che tu hai uno stile grafico davvero particolare e personale: il tratto in sé è sottile e spesso spigoloso, "nervoso", bidimensionale, e può ricordare certe atmosfere alle Egon Schiele o anche alla Klimt... mentre il colore, così vivo e profondo, in tutte le sue sfumature, è steso con una tale bravura da dare un effetto quasi tridimensionale. Un'altra cosa particolare e che faceva notare anche la ragazza che ha recensito il fumetto nel suo video, è che effettivamente avete abolito la classica impostazione "schematica" dei fumetti (almeno all'occidentale, rispetto ai manga), quella a "strisce" (tipo i Peanuts) e i personaggi tendono a "strabordare" al di fuori degli schemi, tanto da invadere anche l'intera pagina...
Penso che effettivamente questo modo di rappresentare graficamente una storia renda la lettura più agevole e "viva".

Grazie!!! Per me è un onore che tu abbia visto qualcosa di Schiele e Klimt, anche perché sono i miei preferiti in assoluto e quindi magari, non volendo, avrò acquisito delle nozioni senza accorgermene XD
Non riesco a vedere in me queste influenze, ma se gli altri ci riescono non può che farmi felice!
Per quanto riguarda il colore e lo schema delle vignette, in questo lo sceneggiatore mi ha lasciata liberissima e io non ci ho ragionato molto in realtà sui perché di queste scelte grafiche ho solo seguito il mio istinto.



5) Il fumetto è ricolmo di allusioni e suggestioni mitologiche e simboliche (Cerbero, Caronte, le Parche, il labirinto...), ma avete optato per impreziosire il tutto con una vena spesso ironica e comica. Ma "Il piccolo Caronte" è pensato per i bambini o forse lo è molto di più per gli adulti? Penso ai temi che avete accennato (lo zingaro musicista trattato con indifferenza, la morte violenta, le guerre di religione...)
Concepite il fumetto con una valenza più di denuncia sociale che non di intrattenimento?
Lo definireste un fumetto allegorico, filosofico, che può servire da catarsi, per affrontare il tema della morte?

Le storie di Sergio sono belle proprio per questo! Predilige racconti di formazione che fanno riflettere! I fumetti d’autore in genere cercano di solito di trasmettere al lettore valori che vadano oltre la semplice vicenda. Il piccolo Caronte, in particolare, si rivolge ad adulti e bambini dagli otto anni in su! Ritengo sia un ottimo espediente per far affrontare ai più piccoli delle tematiche un po’ più complesse e stimolare la riflessione anche in noi adulti, ripercorrendo il periodo dell’innocenza, in cui non vi era alcun pregiudizio.



6) A proposito, la donna alta, spigolosa, in nero, è Ecate? 



Ci sarà modo di vedere un seguito o un approfondimento, relativamente a questo personaggio? Devo dire che è quello più affascinante, secondo me... Pensate anche di proseguire la storia, con altre avventure per Mono?

Ehehe! La donna misteriosa, di cui per un errore non appare il nome… in realtà, sapevamo solo Sergio ed io chi fosse. Ebbene è la dea Eris, zia del piccolo Mono!!!
Non credo che Sergio voglia far un seguito… adesso è Mono è il presente


7) Ora stai promuovendo "Il piccolo Caronte"; ma sei già al lavoro su qualcos'altro? Cosa ti piacerebbe trattare? Da cosa sei ispirata? Pensi di far uscire qualcosa anche relativamente alla condizione femminile?

Sì, dopo la pubblicazione del fumetto, ho azionato la modalità “storie nel cassetto”. Ho già buttato giù molte idee, anche se ancora rimangono “nascoste”, dico solo che tra queste idee, ce n’è una con “la caccia alle streghe” di sottofondo ;-) (attendiamo fiduciose! ^-^ Nota di Lunaria) 
Mi piacerebbe trattare ancora dei temi inerenti alla mitologia, magari sotto forma di illustrazioni per i più piccoli. Per adesso elaboro più informazioni possibili, cercando ispirazione dalle illustrazioni di Kay Nielsen, Sergio Toppi, Claire Wendlig, Tim Burton e la natura.


8) Quali sono i fumetti (o anche i cartoni) che hai amato di più e che ti hanno formato? Come sai, io direi che "Sailor Moon" ha davvero avuto un ruolo chiave nella mia vita, tanto da farmi appassionare, fin da piccola, a questo concetto di "Dea della Luna" e di Sorellanza... Chissà... forse decidiamo della e sulla nostra vita anche basandoci (anche inconsciamente) a ciò che ci appassionava da bambini...

Sin da piccola, abitando in un paese sperduto e dimenticato dal mondo XD la nostra TV non trasmetteva le reti private, perciò non seguivo i cartoni di “bim bum bam” (che cosa triste!), ma vedevo spesso i cartoni animati di rai3! I miei preferiti erano le fiabe russe della serie “Storie della mia infanzia”! La voglia di disegnare fumetti mi è arrivata grazie ad un manga regalatomi da mia sorella (Cortili del cuore di Ai Yazawa) e da W.I.T.C.H.
Crescendo ho iniziato ad apprezzare Tim Burton e l’animazione stop-motion, sulla quale baso molto del mio lavoro, prendendone ispirazione.



9) Concludi pure a tuo piacimento la nostra intervista!

Quando l’ho riletto, una volta stampato, ho voluto dimenticare di averlo disegnato personalmente e godermi la storia senza condizionamenti! Mi ha trasmesso tanta energia e voglia di fare!
L’importanza di andare avanti nella vita, nonostante le difficoltà… e credere in se stessi, buttandosi ed accettando le sfide senza avere paura… Perché le azioni più sofferte sono anche quelle che ti formano di più!
Tutti noi siamo dei piccoli Mono!