Don't You Like Dead Musicians




1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!

Ciao a tutti, noi siamo Don't You Like Dead Musicians, da Lipsia in Germania.

2) Che monicker strano che avete scelto! Don't You Like Dead Musicians! è traducibile come "Non ti/vi piacciono i musicisti morti?", no? Forse è una sottile parodia a quell'atteggiamento dell'adorare i musicisti soprattutto quando muoiono (con relativa produzione di merchandise a manetta) oppure è qualcosa del tipo "Noi ci sentiamo morti per questa società"?

Bah, trovare un nome per una band è sempre difficile. Spesso hai un'idea che ti piace, poi Google ti dice che di band con quel nome ce ne sono a dozzine. Don't You Like Dead Musicians almeno no.
Stando alla lettera, il nome è un riferimento ai mostri sacri che ci hanno influenzati (Jimi Hendrix, Frank Zappa, Jim Morrison, John Lennon, etc.). Detto questo, in un mondo in cui le case discografiche vendono di più dischi in catalogo che nuove uscite, Don't You Like Dead Musicians dovrebbe anche far pensare... Ma a noi comunque piace soprattutto per il suono.

 
3) Potete riepilogarci la vostra biografia? Siete residenti in Germania, vero?

Sì, viviamo tutti qua (a Lipsia) da diverso tempo. Facciamo tutti parte della "scena" locale (negli ultimi anni un po' meno causa pargoli, ma ci riprenderemo) e un bel momento abbiamo deciso di provare a mettere insieme un progetto nostro.

4) Mi sembra che siate ascrivibili a un contesto molto '70s, con un certo retrogusto dark country ("Throw your hammer") e anche stoner/old doom blueseggiante, per i tempi molto rallentati ("Spot of the world", "Child"). Che ne pensate? Potete descriverci il vostro sound?

Ciascuno ci mette del suo. Io (Matteo, contrabbasso) e Flo (chitarre, voce) abbiamo in comune la musica del Mali (Touman Diabate, Bassekou Kuyate, Ali Farka Toure, etc.), Flo e Johannes (batteria, voce) hanno in comune il coutry-folk (Jonny Cash, Tom Waits) e siamo tutti grandi fan di pazzi furiosi come Frank Zappa, Avishai Cohen o Les Claypool.
In realtà non ci poniamo grandi domande su come debba suonare la band. L'importante è non scopiazzare in giro. In altri contesti suoniamo anche "in stile": Flo ha il suo repertorio blues, Johannes suona in un complesso pop-reggae e io suono a volte gipsy jazz. Quando suoniamo con Don't You Like Dead Musicians cerchiamo invece di sentirci più liberi possibili.



5) Avete anche una certa vena ipnotizzante come spesso emerge a tratti anche in songs strumentali come "Thirsty Swamp". Come pensate che evolverà il vostro sound? Vi ritenete abbastanza al di fuori dell'etichette prestabilite e da ciò che si aspetta il pubblico medio?

La variabile centrale è se suoniamo acustico o elettrico. All'inizio Johannes aveva un drumkit molto ridotto, per cui si poteva suonare abbastanza liberamente anche senza amplificazione, e quindi anche senza effetti o quasi. Negli ultimi due anni invece il volume è salito un po', e con esso si sono moltiplicati gli effetti. Io per primo dal vivo suono un contrabbasso elettrico, con tanto di loop station, delay e pure un wah wah.
Per quanto riguarda le etichette, siamo molto contenti di guadagnarci il pane in altro modo. Suoniamo per il piacere di suonare e senza l'ambizione di infilarsi in circuiti con regole prestabilite, cliché, e via dicendo.
Va anche detto che le band locali qui a Lipsia sono notevoli e molto diverse tra di loro. Pur non ispirandoci a nessuno in particolare, abbiamo tutti calcato i palchi con un musicisti che ci hanno dato un sacco di ispirazione, facendo cose totalmente differenti.



6) E la copertina? Esattamente che rappresenta quel fascio di cavi?

Beh, complimenti per aver indovinato di che cosa si tratta. In realtà abbiamo dato carta bianca a un nostro amico (Evil Mr. Sod, con cui suoniamo) che oltre ad essere un cantante e showman di tutto rispetto, è anche un graphic designer specializzato in copertine di dischi e poster per concerti. Non so come gli sia venuta l'idea, ma a noi è piaciuta.


7) Da quel che ho capito, all'annuncio di Radio Popolare, cercate soprattutto eventi dal vivo in cui suonare. Volete ripetere qui la vostra richiesta per iscritto... come si suol dire "verba volant, scripta manent"...

Volentieri. Ci piacerebbe venire a suonare in Italia, magari verso giugno. Saremmo molto contenti se qualcuno volesse organizzarci un concerto e potesse ospitarci. Più che suonare in locali, avremmo in mente feste private ed/od (!) concerti non convenzionali, ad esempio in un negozio o la sera in un parco. O nel vostro garage con tutti i vostri amici. Non ci interessa venire pagati, ma piuttosto venire ospitati e portarvi la nostra musica in cambio di un letto e un pasto caldo. Speriamo solo di rientrare dei costi (benzina & autostrada) facendo girare il cappello e/o vendendo CD.Se a qualcuno interessasse (magari ascoltatevi prima il CD su bandcamp o soundcloud), fatevi sentire. Sul nostro sito ci sono tutti i contatti del caso. www.dontyoulikedeadmusicians.com

8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista e in bocca al lupo per la promozione della vostra musica dal vivo!

Chiudete gli occhi e buon ascolto.

Cromosauri (Alternative Indie Rock)




1) Ciao e benvenuti! Iniziamo dalle presentazioni!

Ciao a tutti, noi siamo i Cromosauri, all'apparenza un trio formato da Davide (chitarra e voce),       Michele (basso e cori) e Lorenzo (batteria e cori). Diciamo "all'apparenza" perchè in realtà c'è un quarto membro, Jeremy, ma è molto timido e di solito non dice nulla, ma il suo fascino sul palco è immancabile.


2) Avete scelto un monicker abbastanza strano... cosa sarebbero i cromosauri? C'entrano per caso "dinosauri" e "colori"? Avete anche una sorta di mascotte, Jeremy... 


Leggenda narra che Jeremy, uno degli ultimi cromosauri esistenti, abbia imparato a suonare con lingua e piedi perchè aveva le braccia troppo corte. Questo problema gli aveva portato via l'amore, gli amici e la felicità, ma lui non si è arreso e si è riscattato, ha formato una band e adesso scrive canzoni. Quindi più che mascotte Jeremy è il vero band leader. Riguardo al nome, Cromosauri significa "dinosauri colorati" e l'origine non è ben chiara. Forse perchè sulla batteria di Lorenzo c'è sempre stato un piccolo dinosauro, forse perchè avevamo deciso il nome dell'EP (Cromomito) prima di quello della band, forse perchè ci piacciono i Dinosaur Jr... la teoria più accreditata resta comunque quella della storia di Jeremy. Perchè i colori? Perchè tramite i colori possiamo fare molte metafore, trattare molti temi differenti in maniera differente. Come un pittore che ha a disposizione molti colori a molte possibilità per esprimersi, noi facciamo lo stesso con la musica. E' complicato da spiegare e da capire, è una specie di filosofia...

3) Di voi ho sentito alcune canzoni caricate su Youtube. Avete uno stile rock abbastanza diretto, 90's style, senza fronzoli. Potete riepilogarci la vostra autobiografia? Dovreste aver rilasciato un EP, da quello che ho visto. 


I Cromosauri sono attivi da novembre 2014. Abbiamo iniziato subito a lavorare al nostro materiale, avevamo idee molto chiare su cosa fare e su come muoverci. I nostri obiettivi erano quelli di pubblicare 2 lavori seguendo alcuni principi, come ad esempio un'etica piuttosto DIY; Cromomito, il primo EP strumentale, è uscito il 21 agosto 2015, NOIZ! il 10 dicembre 2016. Abbiamo cercato di portare avanti una bella attività live in questi 2 anni e abbiamo avuto diverse soddisfazioni.


4) Penso che abbiate fatto uscire una copertina "double face"; nella prima immagine, quella che accompagna il video di "Casuality", c'è un tratto grafico molto alla "Tre Ragazzi Morti": vediamo infatti una massa anonima di uomini e donne tutti uguali nella fisionomia e negli abiti (distinguiamo il loro sesso solo dai rilievi    del seno, il contorno del rossetto e per i pantaloni), con volti a scheletri, tutti ammassati, a mo' di zombie. Appesi al muro, ci sono due cartelli con la scritta "Attenzione", ma non riesco a leggere le scritte più piccole. 



è un'immagine che rappresenta l'alienazione dell'uomo moderno o piuttosto la reificazione a "essere parte della massa", quindi ingranaggi tutti uguali e senza personalità, l'omologazione? L'immagine che accompagna "Mono", però, ha lo stile grafico diverso: più infantile, bucolico e meno cupo, vediamo questi due personaggi che si rincorrono in un campo fiorito. 


Come mai questa copertina che potrebbe stupire chi è abituato a cose più "evil" in merito a copertine musicali? E come si collegano (se si collegano) queste due immagini agli antipodi?

Le immagini che si vedono nei video dei 4 brani di Cromomito sono strettamente legate alla storia che i brani raccontano. Inizialmente l'EP doveva uscire insieme ai video, una sorta di cortometraggio. Abbiamo dovuto accantonare momentaneamente l'idea perchè il progetto che avevamo era troppo grande per i mezzi che avevamo all'epoca. Riguardo alle immagini quelle sono quelle che si trovano nel packaging di Cromomito. Quella più colorata è la copertina, dove vediamo i personaggi principali della storia. L'immagine del muro invece è all'interno e rappresenta il mondo grigio. Nei video queste immagini si alternano a seconda del luogo in cui è ambientata la vicenda che sta avvenendo. La storia infatti parla di un ragazzo che abita in un mondo grigio, controllato da una elite detta "le cravatte" che  possiedono tutti i colori. Una cravatta dissidente che ritiene ingiusta la situazione decide di diffondere i colori del mondo, sceglie quindi questo ragazzo come aiutante. Viste però le difficoltà (non è certo una missione semplice) decide di trovare anche una ragazza. I 3, dopo molte fatiche, riusciranno nell'impresa. La storia completa si trova sulla pagina bandcamp di Cromomito 

https://cromosauri.bandcamp.com/album/cromomito 

5) Come mai la scelta di essere strumentali o di ridurre il testo al minimo? è solo una fase temporanea o presto aggiungerete anche i testi? Da quel che ho sentito, solo "Friendly" ha un testo. A proposito, come mai avete scelto di girare questo video? è molto artiginale, ma sembra quasi una parodia al "desiderio di apparire alternativi"... che poi si risolve nell'andare a letto, "seppellendosi" sotto il lenzuolo (sudario?).


Non c'è un motivo preciso per la scelta dello strumentale. Ci andava di provare e vedere come andava. Nasciamo tutti come musicisti, non cantanti e questa cosa ha influito probabilmente. Nei nuovi brani a cui stiamo lavorano la voce ha più spazio, Davide sta prendendo sempre più consapevolezza ed espressività e i nuovi testi sono molto più elaborati. Basta vederci dal vivo per sentire il cambiamento. Stiamo trovando sempre più colori.
Il video di Friendly è artigianale al 100%, rispecchia quell'etica DIY che dicevamo prima. La canzone parla di questo ragazzo depresso che non vuole l'aiuto di nessuno e finisce per passare le giornate a letto. Nel video volevamo mostrare questa situazione, ma in una maniera più sarcastica e leggero, come anche la musica della canzone lo è. Il video è girato in bagno con questa inquadratura che sembra "spiarci" dallo specchio perchè volevamo dare un senso di intimità.


6) Interessante la confezione dell'Ep che si vede nel video di Radio Plastik: è una sorta di origami! So che alcune volte nella scena Neo Folk italiana i cd vengono "inscatolati" in confezioni strane e particolari (se non ricordo male qualche anno fa i Division S fecero uscire una sorta di piramide...). Pensate quindi di continuare ad offrire questo genere di "pacchetti promozionali" al vostro pubblico?

 
Cromomito era un progetto molto particolare e non poteva avere una confezione classica. Le copie fisiche, solo 50, sono state impacchettate a mano una ad una.    

NOIZ! ha una confezione più classica perchè le spese sono state maggiori e abbiamo dovuto tagliare da qualche parte. Per i prossimi lavori, vedremo, ci piace però mettere in ogni cosa quella particolarità che la rende unica.

7) Nell'intervista rilasciata a Radio Plastik affermate che vi piacerebbe cimentarvi anche in contesti extramusicali come il teatro, il cinema o la poesia. Volete approfondire qui, le vostre aspirazioni?


Essendo una band principalmente curiamo la nostra musica, ovviamente, ma ci piacerebbe dedicarci anche ad altri progetti creando un misto tra forme d'arte. Cromomito nasce con questa idea. Attualmente il progetto è in sospeso, ma più avanti lo completeremo.

 

8) E dal punto di vista live? Siete molto giovani, avete già avuto modo di provare la vostra capacità anche in un contesto dal vivo?
 

Certamente. Come band siamo attivi da 2 anni e poco più e alle spalle diverse date, ma già da prima suonavamo live con altre band.
 

9) Bene, concludete a vostro piacimento, aggiungendo pure ciò che volete!

Noi vi ringraziamo per questa intervista, salutiamo i lettori invitiamo tutti ai nostri prossimi live, così magari ci facciamo anche due risate insieme. Stay coloured.




Non nel mio nome/Not in my name



Spesso, quando succedono fatti di cronaca nera a sfondo razzista o sessista si sento spesso di persone che con hashtag come "Non nel mio nome/Not in my name" prendono le distanze dall'agire del criminale. Io voglio fare la stessa cosa, per commentare il fenomeno kitch che ha ormai raggiunto l'ampiezza di una pandemia: quello delle youtubers (per ora ho visionato quelle inglesi/americane, che sono le più pompate di views, ma immagino che ci siano anche diverse youtubers italiane) che fanno una caterva di video inutili (se non ridicoli e palesemente dannosi dal punto di vista culturale) sul make up o sullo sfoggio di paccottiglia (peraltro, costosa, perché 'sta gente non compra neanche i vestiti al mercato, bensì in costosi "internet shop"), etichettando il tutto con l'etichetta "Goth" (che ormai ha assunto una valenza cacofonica da tanto è stata sputtanata). 

Qui sotto, alcune delle youtubers che vengono reclamizzate più di frequente: 












Ovviamente di parlare di musica queste "dive del goth" (ma ahimè ci sono anche dei divi maschi, anche se in misura minore... lo sfacelo culturale resta soprattutto femminile!!!) ne fanno volentieri a meno, e anche in quei rari video che li mostrano a qualche evento (Gothik Treffen, M'era Luna...) il tutto è vissuto come occasione di "testimoniare" il proprio look (e la propria cialtronaggine) piuttosto che non il recensire l'evento in sé!

Qualcuno, su alcuni forum metal, commentando il degrado kitch portato da band come le Babymetal (esponenti di spicco del "LOL Metal", dove qui LOL sta per esclamazione divertita ma anche per "lolita") su cui avrei anch'io qualcosa da commentare (magari nel prossimo post...) dice che ormai il Metal è morto e sepolto, a livello di credibilità artistica. 


http://www.musicattitude.it/attualita/news/babymetal-londra-vera-definitiva-morte-del-metallo 
http://www.musicattitude.it/attualita/news/babymetal-declino-civilta-occidentale/118561 

E vabbè. Ma la piaga del PACCHIANO CRETINO non è certamente del solo Metal perché queste youtubers così kitch, così frivole, così stupide come delle oche giulive stanno gettando vagonate di letame sulla musica Gothic (che, ripeto per la miliardesima volta, è MUSICA, non è look, men che meno gli eccessi carnevaleschi a cui stiamo assistendo negli ultimi anni)

Per cui, tutto questo degrado etichettato col termine "Goth" NON è NEL MIO NOME: NOT#IN#MY#NAME.
Mi dissocio totalmente da quanto tizia e caia stanno portando avanti su youtube, sputtanando un intero mondo musicale. Da parte mia invito a boicottare questi fenomeni da baraccone (che YouTube ti propina anche contro la tua volontà, difatti o ti invade gmail con "le ultime novità e i video consigliati" oppure li fa partire in automatico proprio accanto ai video che ho caricato io!)

Sull'argomento, vedi anche: http://intervistemetal.blogspot.it/2015/10/blog-post.html


http://intervistemetal.blogspot.it/2016/08/gli-alternativi-nei-film-horror-sono.html

http://intervistemetal.blogspot.it/2016/07/il-troppo-stroppia.html


Supportate la buona musica Gothic, non i pagliacci kitch e le loro carnevalate!


Baryonyx (Alternative Rock)



1) Ciao ragazzi! Potete presentarvi ai nostri lettori?

Ciao ragazzi, grazie per l’intervista. Siamo i Baryonyx duo Alternative Rock elettronico di Livorno composto da Matteo Ceccarini (voce) e Antonio Morelli (chitarra).


2) Baryonyx: è un monicker un po' strano! Cosa significa? Come mai lo avete scelto?

Abbiamo scelto questo nome principalmente per una questione di intraducibilità: spesso accade che band o artisti che cantano in italiano si presentino con un nome d’arte in inglese. Per questo motivo abbiamo puntato su Baryonyx, intraducibile in tutte le lingue nel mondo e che strizza anche un po’ l’occhio alla nostra passione da bambini per i dinosauri dopo l’uscita di Jurassic Park.

3) Potete riepilogarci la vostra biografia? 
                                                                                                                    
Il nucleo del gruppo è nato alla fine del 2007 da un idea sia di Matteo (voce) che di Antonio (chitarra) iniziando come duo Pop Rock adolescenziale. L’anno seguente si aggregò al gruppo il batterista Alessio Luchetta e nel 2009 avviene l’esordio con l’EP “Black Out”.                                                                                      
Dal 2010 abbiamo sperimentato nuove sonorità Alternative Rock che hanno poi portato all’uscita del singolo “Pensieri” e successivamente nel 2012 alla pubblicazione dell’EP “Trias” (canzoni di punta “NoSen” e “Nuvole di Vetro”). Concentrandoci sulla diffusione di queste ultime produzioni, inaspettatamente abbiamo riscosso un buon consenso da parte del pubblico a livello radiofonico, live e televisivo. Proprio in quest’ultimo ambito siamo riusciti ad inserirci in vari canali: tramite il programma UZONE abbiamo ottenuto alcuni passaggi televisivi su Mediaset Italia 2 dove siamo ancora nella top 100 dei video più trasmessi sul loro sito 16mm; inoltre abbiamo partecipato ad una intervista + unplugged via skype per la webtv messicana SayYeahTV, seguitissima con collegamenti contemporanei da cinque Paesi dell’America latina. Nel 2015 siamo tornati ad essere il duo originario (Antonio e Matteo) con la collaborazione di musicisti occasionali: in questa nuova fase, sperimentando l’utilizzo di musica elettronica, si è delineato uno stile Electro Rock. Abbiamo iniziato così le registrazioni del nuovo album. Nel 2015 inoltre con nostra grande soddisfazione è stato aperto il nostro canale ufficiale su Vevo (BaryonyxVEVO) con il video della canzone "Nuvole di Vetro" (Trias) e del singolo “Voce84” anteprima del nuovo album. Nel 2016 abbiamo quindi pubblicato “Fuori il Blizzard”, nostro primo LP, con sonorità Alternative Electro Rock e distribuito fisicamente e digitalmente in Italia e nel mondo.
                                                                                                       


4) Di voi ho avuto modo di sentire "Nuvole di vetro", "Pensieri" e "Voce84" caricati su youtube. Direi che siete ascrivibili, come genere, al rock alternativo cantato in italiano; per quanto partiate da una matrice prettamente rock, mi incuriosisce che avete anche sperimentato una vena più sognante e astratta con l'acustico "Pensieri" mentre in "Voce84" avete creato un'atmosfera più eclettica e caleidoscopica. Non vi ponete limiti di etichette, nella fase di composizione?
                                                                                                        
Per quanto riguarda la prima parte che hai descritto hai colto nel segno. Ci è sempre piaciuto sperimentare senza porre limiti alla nostra fantasia compositiva sia come testi che come musiche. La nostra linea discografica è sempre stata condivisa con le etichette che ci hanno promosso. Nella nostra ultima produzione abbiamo addirittura avuto il contributo nelle parti elettroniche di Led Green, nome d’arte della nostra etichetta Ghost Label Record. Al momento ci collochiamo ancora nel mondo dell’underground che per antonomasia è un luogo aperto alle sperimentazioni senza dei limiti preimpostati tipici della musica commerciale. Per il futuro come puoi immaginare stiamo già pensando a nuove idee e nuove sperimentazioni.


5) Non ho avuto in allegato la vostra bio, ma credo abbiate già rilasciato un cd. Potete parlarcene?

Certo, come ti anticipavo prima nel 2016 è uscito il nostro primo LP ufficiale. Dal punto di vista discografico è distribuito da Audioglobe, The Orchard e Code7 via Plastic Head. Inoltre come ufficio stampa collaboriamo con Ghost Label Record. L’album lo abbiamo chiamato “Fuori il Blizzard” e si compone di 8 tracce con testi in italiano e sonorità alternative/electro rock. I brani se ascoltati in sequenza, consentono all’ascoltatore di rivivere il filo conduttore emotivo del disco: luci, bagliori, echi distanti, lotta fra gli opposti come  fuoco e ghiaccio, inferno e paradiso, male e bene, cavalcate stellari e fredde atmosfere primordiali di mondi lontani, il tutto mescolato con l’elettronica e il drum ‘n bass. Quest’ultima parte, accompagnata da chitarre quando sfuggenti quando graffianti, è stata realizzata in collaborazione con “Led Green”. Senza avere la pretesa del concept album, il disco presenta una storia, cantata e adeguatamente accompagnata, che passa da un’euforia iniziale (Mondo a Colori), all’improvviso smarrimento dovuto alla perdita (Inferno #3), per proseguire in una fase di estraniazione e successiva lenta ripresa (Ergosfera / Trilobyte) che si concluderà con la nuova rinascita (Voce84). Il disco si conclude con la traccia P.P.F. acronimo di Passato Presente Futuro come sintesi del percorso fatto.   
                                                                                                     
6) A giudicare dai vostri due testi "Nuvole di vetro" e "Voce84", credo che i vostri argomenti preferiti, da trattare nei testi, siano i rapporti umani e le sensazioni emotive personali di fronte all'universo (in "Voce84" cantate "E mi sento strano in questo vuoto cosmico/Tutto scorre e tornerà"). Da cosa e da quali autori siete ispirati?

Abbiamo sempre avuto testi che cercassero un connubio tra i problemi esistenziali dell’uomo e la descrizione del mondo che ci circonda. Le tematiche dell’EP “Trias” erano più evanescenti con richiami allo spazio/tempo, ai buchi neri, agli universi paralleli mentre con “Fuori il Blizzard” abbiamo puntato a dire qualcosa di più concreto a chi ci ascolta. Di solito ci ispiriamo ad artisti underground come noi: spesso ci accostano ai Subsonica per il cantato, ascoltiamo i Verdena e i Litfiba che dal punto di vista dei testi sono molto ispiratori, gli Oasis che musicalmente hanno avuto una grande influenza su di noi e qualche retaggio ska-punk di Antonio come Shandon e Punkreas che nell’ultimo album sono sfociati nella canzone “Bonacciale”. Ad ogni modo non ci piace ascriverci nei canoni classici dei generi musicali ne tantomeno avvicinarci ad una band piuttosto che ad un'altra: abbiamo indubbiamente avuto molte influenze musicali anche di tipo diverso ma puntiamo a delineare uno stile tutto nostro senza ovviamente volerci elevare al di sopra di nessuno. È solo una questione di originalità.                      
                                    
                                     


7) Per quanto riguarda la dimensione live? Solitamente il periodo migliore per le band rock alternative è l'estate, quando si organizzano maxi concerti che durano da pomeriggio a notte fonda. Avete avuto modo di esibirvi? Avete qualche anticipazione da darci?

Purtroppo non potendo essere musicisti a tempo pieno abbiamo dovuto fare una scelta una volta uscito il disco  puntando molto sulla distribuzione radiofonica e televisiva. Il nostro primo tour si sta incentrando infatti su interviste in radio di tutta Italia spesso con live acustici in diretta. Come hai detto tu stiamo lasciando la parte live all’estate dove sicuramente avremo più tempo per suonare e più opportunità per farci vedere. Per qualsiasi news su interviste e live vi invito a seguirci sulla nostra pagina Facebook (facebook.com/baryonyxband)       

                                                                                                                                   
8) Se volete aggiungere altro, prima di concludere...               
                                                                                  
Vi ringrazio per l’intervista e invitiamo chi ci sta leggendo a venirci a trovare sui nostri canali social.
Un saluto dai Baryonyx!


Sito ufficiale: baryonyxband.com
Facebook: facebook.com/baryonyxband
Twitter: twitter.com/baryonyxband
Instagram: instagram.com/baryonyx_officialpage
Vevo: vevo.com/artist/baryonyx




Arcadia (Rock/Metal progressivo atmosferico)



1) Ciao, benvenuti sul blog! Vi presentate ai nostri lettori?

Ciao grazie, siamo un duo Catanese composto da Giuseppe Lavagna (Basso/Tastiere) e Pietro Lo Prinzi (Chitarre/Voci), proponiamo una sorta di Rock/Metal progressivo atmosferico e a tratti Horror/Psichedelico. Ci ispiriamo in parte a band come i Goblin e i Daemonia e in parte a gruppi come Dream Theater e Pink Floyd per così dire, pur mantenento una nostra identità e un nostro stile. Il progetto nasce dalle ceneri di una nostra precedente band, i Dark Avengers, che hanno avuto l'onore di essere stati intervistati tra le pagine di questo blog. (http://intervistemetal.blogspot.it/2016/07/dark-avengers-hardnheavy.html)

2) Arcadia è un nome legato alla tradizione poetica italiana del post-marinismo, legata ad atmosfere bucoliche e pastorali e temi d'amore. Putroppo, lo dico da amante della poesia, sia la corrente barocca che quella dell'Arcadia, sono misconosciute e poco studiate nelle scuole italiane, tanto che spesso, nelle scuole medie e spesso anche superiori, si fa a malapena solo Torquato Tasso, "saltando poi per un buco temporale" accennando brevemente solo al 1700 (e solo all'illuminismo), per giungere subito a Manzoni e alla sua "Provvidenza". Detto questo, come mai avete scelto questo monicker? Sorvolando sull'origine dalla scuola poetica, "Arcadia" è un bel nome, fa venire in mente "Arcano", quindi si "colora" di una valenza misteriosa...

Mi presento ai lettori, sono Giuseppe Lavagna, il bassista del progetto Arcadia. Il nome l'ho scelto io in quanto l'Arcano è la carta dei Tarocchi e volevo dare un imprinting misterioso e al quanto suggestivo alla band in cui i brani composti hanno un alone di occulto ed esoterico.





3) Mi avete accennato al fatto che Arcadia è un progetto che vi occupa solo parzialmente, perché siete anche occupati in altre band; ad ogni modo, potete tracciare la vostra biografia? Siete al primo EP o avevate già fatto uscire qualcos'altro prima di "La casa dei sospiri"?

Pietro: Un caloroso Saluto da parte di Pietro Lo Prinzi chitarrista del progetto Arcadia, allora si in effetti ogni uno di noi ha altre band dove condividiamo con esse altre aspirazioni musicali, in quanto agli arcadia posso dire che con Giuseppe usciamo dalla band i Dark Avengers dove suonavamo Heavy Metal con cover ed inediti poi il gruppo si sciolse e con Giuseppe abbiamo messo su il progetto Arcadia con l'intenzione di fare musica nuova diversa dal comune e che ovviamente ci affascinasse, L'ep la casa dei sospiri è un impronta del discorso musicale  che vogliamo proporre ed è al momento l'unico ma stiamo lavorando per il prossimo lavoro.
Giuseppe: Come già accennato il progetto nasce dalla collaborazione di due amici che suonavano insieme nella band Hard'n'Heavy Dark Avengers con cui pubblicammo una Demo. Io personalmente collaboro anche con Evil Lucifera (http://intervistemetal.blogspot.it/2014/11/evil-lucifera-symphonic-black-metal.html), negli Arcadia diamo sfogo al genere che più ascoltiamo e attualmente l'EP "La casa dei sospiri" è il nostro primo lavoro d'inediti in quanto alla nascita del progetto Arcadia io e Pietro ci eravamo focalizzati solo sulle cover di Malmsteen, Dream Theater e Benson.

4) "La casa dei sospiri" contiene "Dominus","Il Regno della Regina Incantatrice", "La Casa dei Sospiri", "Il giardino delle torture". Inizierei chiedendovi qualcosa sulla copertina, molto inquietante, con quella bimba che camminando su un terreno completamente arido e secco si dirige verso una casa diroccata; a dominare su tutto il colore marrone di un cielo che promette tempesta. Chi è il disegnatore e perché avete scelto un simile soggetto?

Giuseppe: Della copertina me ne sono occupato io, è un elaborazione inconscia delle paure ancestrali e ataviche insite nell'uomo che sin dall'infanzia si manifestano in incubi popolati da desolazione, abbandono e case terrificanti che proiettano oniricamente la confusione mentale dell'essere umano sempre confuso e annichilito dall'impostazione odierna della società che non lascia spazio alla ricerca della propria personalità e interiorità. Come dicevi tu il clima raffigurato nella copertina rende la giusta tensione dei brani inseriti nel CD e ci trasporta in un ambiente prossimo al "cataclisma" e dalle atmosfere aride e apocalittiche. Basta infatti leggere i titoli dei brani per capire quanto le composizioni seguano un filone narrativo orrorifico e psico-drammatico come nel testo della canzone "Il giardino delle torture".


5) Inscrivendovi nella tradizione del prog italico, usate l'italiano e i vostri titoli rimarcano appunto temi legati al mistero, all'inquietante. Devo dire che però mi trovo in difficoltà nel descrivere il vostro sound perché non ho molte basi per parlare di prog. Da quello che ho sentito nel genere, però, penso possiate piacere a chi apprezza Jacula e Abiogenesi.
Voi come definireste il vostro sound?

Pietro: beh non nego che  le nostra prima ispirazione deriva dal prog io stesso sono un appassionato forte del genere soprattutto di quello anni 70 ma il nostro non è il classico prog che di solito si ascolta, il nostro è un prog credo piu personale con atmosfere particolari ed inquietanti che ondeggiano su melodie e sperimentazioni sonore e che abbracciano in alcuni canoni anche il metal cercado di interpretare tutto cio' un modo diverso e originale di fare musica.

6) Arcadia è un progetto che nasce solo per restare su disco come altra musica dark ambient/ritualistica, oppure organizzerete o avete già organizzato qualche evento dal vivo?

Attualmente il progetto è nato solo per restate su disco, in futuro potremmo anche considerare l'eventualità live con l'appoggio di turnisti ma per adesso ci concentriamo solamente sulla composizione e registrazioni d'inediti per il mercato delle colonne sonore e del dark atmosferico e ritualistico.

7) So che il prog predilige non solo lo sfoggio di tecnica virtuosistica, ma anche un certo "songriting" molto "free", nei tempi lunghi e nei frequenti cambi di metrica e intensità. Anche voi spaziate tra diversi registri (si sente specialmente nella title-track). Come pensate che si evolverà il vostro sound, darete più spazio a influenze anni '70, alla componente "horror" o al contrario punterete ad atmosfere più rarefatte o persino "da sintetizzatore"?

Giuseppe: Stiamo già lavorando al prossimo Full-lenght e continuerà sulla riga delle ultime due canzoni dell'EP con un utilizzo ancora più intenso di sintetizzatori e di tastiere, l'obbiettivo del prossimo album è quello di impregnare i futuri brani con maggiori atmosfere di diversi registri compositivi che spazieranno su diversi generi musicali riadattati al genere poichè c'è la volontà di introdurre all’interno delle nostre composizioni nuove sonorità horror, rock, metal, elettroniche e psichedeliche, in grado di supportare le atmosfere ambient con impianti timbrici densi di ansia e tensione, e di creare musica paurosa e terrificante come non mai.

Pietro: Si in una maniera piu sperimentale che virtuosista nel senso proprio, il virtuosismo c'è come ci sono vari cambiamenti di metrica e melodie particolari che rendendo alcune delle nostre composizioni  un po' lunghe e complesse (cose che si sentono spesso nel progressive classico) ma noi ci distacchiamo un po' dal classico cercando di creare nuovi schemi musicali più horror e più moderni cercando di esplorare e sperimentare musiche nuove.

8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista.

Pietro: Siamo un gruppo a cui piace fare musica diversa dal comune e che mettiamo tutta la nostra passione e carisma su questo cercando di creare buona musica con tenacia e tanta passione.

Giuseppe: Ringrazio per l'intervista concessaci sperando che possa attrarre un maggior numero di ascoltatori e invito chi voglia ascoltarci a seguirci sulla nostra pagina Facebook e nel nostro canale Youtube.





Gigantomachia (Ancent Grecee Death Metal)



1) Ciao, grazie per aver richiesto l'intervista! Presentatevi ai nostri lettori!

Ciao a tutti! Noi siamo i gigantomachia e veniamo dalla città di Alatri, nel cuore della Ciociaria.


2) Come mai questo monicker? Gigantomachia? Se non erro dovrebbe derivare dalla mitologia greca, e indicare qualcosa sullo scontro dei giganti...

E’ dovuto al concept che gira attorno alla creazione della band. La Gigantomachia era il susseguirsi della battaglia degli olimpici contro i titani, che stavolta mandarono i giganti a fronteggiare gli dei, ma vennero fermati dai cicopi. La nostra citta natia, Alatri, e’ anche detta citta dei ciclopi perche’ possiede un’acropoli di cinta muraria titanica, e le antiche leggende narrano che sia stata costruita appunto da quest’ultimi.

3) Siete una giovane band; potete riepilogarci la vostra biografia?

I giganto nascono da un vecchio sogno del bassista, Lorenzo Barabba Suminier che era quello di formare una band le quali tematiche riportassero le antiche leggende della sua citta, rivisitate in chiave oscura e pesante. La band è attiva da un’anno dalla creazione e siamo tutt’ora una formazione stabile e piena di grinta e voglia di fare.

4) Per il momento credo che abbiate realizzato pochi pezzi, per un demo. Da quello che ho potuto sentire ("Aldebaran", "Leviathan", "Eye of the cyclop"), lo stile che vi contraddistingue è quello del Death Metal moderno post-svedese; a tratti mi avete fatto venire in mente i Red Harvest del periodo di "Sic Transit...", per una certa pesantezza apocalittica, rallentata e sulfurea (l'incipit e la parte centrale di "Eye..."), anche se mediamente avete un sound più "svelto e scattante" che svetta con assoli dinamici di scuola Nocturnus (sentire il finale di "Leviathan"). Forse anche un accostamento ai Meshuggah o, a tratti, dei Chimaira, potrebbe rendere l'idea, per la padronanza della tecnica puramente strumentale. Voi come definireste il vostro sound? Come pensate di svilupparlo, sulla lunga distanza, pensando alla registrazione di un full-lenght?

In realta’ i pezzi che fin’ora si possono ascoltare sono pochi, e’ vero, per via della demo, ma proprio in questi giorni siamo entrati in studio di registrazione per dar vita al nostro primo ep. Preferiamo definirci come ancent grecee death metal con influssi che vanno dal doom all’epic,variando da brano a brano.


5) A giudicare da questi due titoli, "Leviathan" e "Eye of the cyclop", sembra che siate interessati a temi mitologici. è così? Che argomenti vi piace trattare?

Come accennato prima, i nostri riferimenti si basano sulle antiche leggende alatrensi e sulle popolazioni che le abitavano, i saturnini. Il panthen di allora era quello greco, quindi trattiamo anche della mitologia greca in generale, anche di astronomia.

6) Avete già avuto occasione di promuovere la vostra band anche nella dimensione live?

Si,abbiamo fatto gia un bel po’ di live e anche partecipato a 2 festival! E ci stiamo muovendo per farne altri!

7) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!

Vogliamo ringraziare Lunaria per questa intervista, e per tutti i nostri fan: continuate a seguirci che presto si avranno moltissime e succose novita’!

Reperto d'epoca: The 69 Eyes ''Blessed Be/Paris Kills''


Nota di Lunaria: la metto a disposizione di tutti i fans storici e "nuovi", che vogliono vedere con i propri occhi un reperto d'epoca. 



Purtroppo come detto tante volte, ho fatto la gran vaccata di buttare quasi tutti i giornali (1997-2003), roba che ad averla conservata, ora avrei potuto mettere a disposizione di tutti, per studiare bene le fonti, per dare giudizi col senno di ora e anche per chi all'epoca non c'era... comunque visto che ho conservato alcune delle vecchie interviste, metto a disposizione questa intervista... la qualità degli scatti è quella che è, ma purtroppo sono sprovvista di scanner... :P

Personalmente non ho più seguito la band da "Angels" in poi - penso che il loro meglio sia "Blessed Be"/"Paris Kills" e che i primi cd street siano del tutto "trascurabili" (anche perché il successo la band l'ha avuto da "Wasting the Dawn" in poi, e ci sarà pure stata una ragione...), anche se "X" l'ho sentito, ed è nella media (non così pessimo come avevo temuto...), ma decisamente troppo "fast" (a cominciare dalle vocals) rispetto ai tempi più lenti di "Blessed Be"/"Paris Kills". Ricordo che Psycho! per un periodo aveva ospitato Jirky come "opinionista" per una sua rubrica... e che avevano pure messo l'annuncio per la ricerca di ragazze, anche italiane, per le riprese del video "Wasting the Dawn", se ricordo bene..., girato a Helsinki (sempre se ricordo bene)
 


Come band, concettualmente parlando, nei testi, hanno sempre offerto molto poco come personalità culturale ed originalità, cadendo spesso sugli stereotipi, musicalmente hanno scritto però delle belle canzoni che a distanza di così tanti anni ancora si lasciano ascoltare con piacere. Considerato che band dello stesso genere (Malice in Wonderland, Svenia, Sara Lee e credo pure i Reflexion e i Lacrimas Profundere, anche se per questi ultimi non sono sicura che si siano ritirati...) che pure gravitavano attorno ai binomio "Him/The 69 Eyes", tirato in ballo ogni 2x3 nelle recensioni, sono sparite poco dopo il primo cd, il fatto che nel 2017 ci sia ancora interesse per i The 69 Eyes dimostra che alla fin fine i loro grandi classici hanno resistito bene all'oblio del tempo...





































I due grandi capolavori



Il dvd famoso, con tutti i classici del periodo


La maglietta di Miss Spookiness che purtroppo mi manca, si esaurì praticamente subito, all'epoca :(  

Canzoni consigliate:

Dance d'Amour
Wasting The Dawn
Brandon Lee
Lay Down Your Arms, Girl
Devils
Sister Of Charity
Lost Boys
Don't Turn Your Back On Fear
The Chair
Christina Death


I cambi di look della band: periodo Wasting the Dawn


Periodo "Blessed Be/Paris Kills"



Da "Devils" in poi